EquiPlan

La storia · 8 minuti di lettura

Nata per Asia.

Studio informatica. Asia va a cavallo. EquiPlan è quello che sta in mezzo: un software che ho costruito per lei, e poi per chi vive di cavalli.

Matteo Bellucci

Fondatore · studio informatica

Sono io. Scrivo il codice, tengo su il prodotto, rispondo alle email. EquiPlan è nata da un’idea semplice: creare qualcosa per Asia.

Asia Maggiotto

Cavaliera · la bussola del prodotto

La mia ragazza. Va a cavallo. È lei che mi ha detto come farla: cosa serve in sella, cosa manca in scuderia, cosa non ha senso tenere.

Capitolo 01

Due vite, un’idea in mezzo.

Studio informatica. Non per “fare una startup”, non per un concorso di idee: studio perché mi piace costruire cose che prima non c’erano. Scrivo codice, smonto problemi, rimetto insieme pezzi. E intanto, da un po’, mi girava in testa un’idea che non riuscivo a lasciar andare.

L’idea non aveva un nome. Aveva una persona. Volevo creare qualcosa per Asia Maggiotto.

Asia va a cavallo. Non è un hobby messo in un angolo del weekend: è il suo modo di stare al mondo. Lezioni, scuderia, il ritmo del maneggio, i documenti, le scadenze, il tempo in sella. Io quella vita la vedevo da vicino — i messaggi prima di montare, il passaporto da cercare, la lezione che si sposta, il vaccino che scade — e capivo una cosa semplice: lei viveva in un mondo ancora tenuto insieme da fogli, chat e memoria.

Io studiavo informatica. Lei montava. EquiPlan è nata esattamente lì, nel mezzo.

Capitolo 02

Volevo creare qualcosa per lei.

All’inizio non c’era un mercato, non c’era un piano, non c’era “il gestionale per i centri ippici italiani”. C’ero io che volevo farle un regalo vero: uno strumento che le restasse accanto, in macchina verso il maneggio, al box, prima di una lezione, prima di una gara.

Volevo che Asia avesse un posto solo per i suoi cavalli. La scheda, la salute, i documenti, il calendario. Niente più cassetto, niente più “aspetta che guardo nella chat”, niente più data del vaccino tenuta a memoria. Un filo continuo, in tasca.

Chi studia informatica impara presto una lezione: il software bello è quello che qualcuno usa davvero. Non quello che sta bene in una slide. Io non volevo un’app da mostrare. Volevo un’app che Asia apresse senza pensarci, come si apre la sella.

Per farla, però, non bastava saper scrivere codice. Bisognava sapere come funziona un maneggio da dentro. E quello, io non lo sapevo. Lo sapeva lei.

Volevo creare qualcosa per lei.

Capitolo 03

Quello che vedevo con lei.

Un maneggio italiano, nella pratica, è ancora un insieme di cose sparse. La retta sul foglio Excel. La lezione nel gruppo WhatsApp. Il passaporto in un cassetto. La visita del veterinario su un post-it attaccato al box. Il certificato medico da qualche parte, “sicuro di averlo mandato”.

Chi monta non ha un posto dove vedere se la lezione è confermata, quando scade il vaccino, dove è finito il documento per la gara. Chi gestisce il centro finisce la giornata a inseguire pagamenti, conferme, spostamenti. I due mondi non si parlano. O si parlano troppo, nello stesso gruppo, tutti i giorni, per le stesse cose.

Asia lo vedeva da cavaliere. Non da fuori, da dentro. Sapeva cosa manca quando sei in scuderia con le mani occupate. Sapeva cosa è scomodo la sera prima di una gara. Sapeva quali informazioni servono davvero, e quali sono solo rumore. Non mi serviva un questionario, non mi serviva un focus group. Bastava chiederle.

E lei me lo diceva. Con la precisione di chi ci vive: “questo non serve”, “questo manca”, “così in sella non lo apri”, “il maneggio lo fa in un altro modo”. Ogni frase era una specifica. Io le traducevo in schermate.

Se non lo capisce chi monta, non serve.

Asia Maggiotto

Capitolo 04

Come l’abbiamo costruita.

Il metodo è rimasto lo stesso da allora. Asia mi spiega come funziona davvero una pensione, una lezione, una gara, un passaporto, una retta a metà mese. Io ascolto, scrivo, le mostro. Lei prova. Se non torna, si rifà.

È un andirivieni lento e preciso. Non “l’utente medio”. È la mia ragazza, che monta, che conosce i nomi delle cose, che sa quando un campo è di troppo e quando un promemoria arriva tardi. EquiPlan parla la lingua del maneggio italiano — pro-rata, tessere FISE, checklist di gara, ruoli di scuderia, box, ferrature — perché quella lingua me l’ha dettata Asia, una parola alla volta.

Chi arriva da fuori, a volte, pensa che un gestionale equestre sia un calendario con una foto di cavallo. Chi ci vive sa che è un’altra cosa: proprietà e comproprietà, lezioni ricorrenti, pacchetti, abbonamenti, lo staff che entra e esce, il cavallo che non può fare due sessioni troppo vicine, il documento che deve essere in regola il giorno del concorso. Roba che non si inventa a tavolino. Roba che impari se ce l’hai accanto qualcuno che ogni giorno torna dal maneggio.

Io studiavo, e la sera costruivo. Asia montava, e poi mi diceva se teneva. Così, passo dopo passo, quello che era “qualcosa per lei” ha preso una forma. Aveva un nome: EquiPlan.

Capitolo 05

Poi è diventata più grande di noi.

A un certo punto è stato chiaro che se funzionava per Asia, poteva funzionare per chiunque monti. E che il disordine non stava solo in tasca al cavaliere. Stava anche in segreteria: negli iscritti, nelle rette, nell’agenda, nei pagamenti che nessuno insegue volentieri alle nove di sera.

Così EquiPlan si è aperta in due porte, sullo stesso filo. Un’app per cavalieri e proprietari: scheda cavallo, salute, calendario, gare, documenti. Gratuita, perché chi vive in sella non deve pagare per tenere il filo. E un gestionale per il maneggio: scuderia, lezioni, soci, cassa, comunicazioni. Quello che vede la segreteria da un browser.

L’app l’ho fatta per Asia. Il CRM è nato perché il suo mondo — il maneggio — aveva bisogno di un posto solo, anche dall’altra parte del cancello. Due ruoli, lo stesso EquiPlan. I cavalli del cavaliere restano del cavaliere. Il centro resta del centro.

Non è una holding, non è un software importato e rinominato. È un prodotto italiano, indipendente, con i dati in Europa. Lo tengo su io, la stessa persona che l’ha scritto. Quando mi scrivi, rispondo io. Quando qualcosa in sella non torna, a dirmelo è ancora Asia.

Capitolo 06

Ancora così.

Oggi EquiPlan la usano centri e cavalieri. Ma il modo in cui la faccio non è cambiato. Continuo a studiare informatica e a scrivere il prodotto. Asia continua ad andare a cavallo e a dirmi quando una cosa è sbagliata.

È la stessa conversazione di allora, solo più lunga. Un’app che doveva stare in tasca a lei è diventata un filo tra chi monta e chi gestisce il maneggio. Il punto, però, è rimasto quello: se non lo capisce chi è in sella, non entra.

Questa è la storia. Non un pitch. Io, lei, un’idea in mezzo, e il tempo di farla per bene.

Cosa è diventata

Due porte, lo stesso filo.

Per il maneggio

Il CRM

Scuderia, lezioni, iscritti, cassa e documenti. La segreteria da un browser. Acquista il CRM maneggio, poi attiviamo il piano.

Come funziona il CRM →

Per chi monta

L’app

Scheda cavallo, salute, calendario, gare e documenti. Gratuita, come doveva essere per Asia. Se il centro usa EquiPlan, ti raggiunge qui.

Vedi l’app →

Se gestisci un centro, o monti.

Acquista il CRM maneggio. L’app per cavalieri è gratis da subito.